Villa Porfiri: una casa che continua ad accogliere

 

Villa Porfiri non è nata come una scuola è nata come una casa

casa Villa Porfiri

Una casa costruita nel 1963 per accogliere una famiglia durante l’estate, tra gli ulivi e la tranquillità della campagna di Cori.
Nel tempo ha vissuto momenti felici, ha attraversato periodi difficili ed è rimasta per anni in silenzio.
Oggi quelle stesse stanze ospitano corsi di cucina, pasticceria, panificazione e pizza, ma la sua anima è rimasta la stessa.
Chi arriva a Villa Porfiri non entra semplicemente in un luogo dove imparare a cucinare.

Entra in una casa.

Dove tutto è iniziato 

Villa Porfiri nasce nel 1963 per volontà di Achille Porfiri e Maria Corsetti, sorella di mia nonna.
Era stata pensata come una casa dove riunire la famiglia durante l’estate: cinque camere da letto, un grande salone, una spaziosa sala da pranzo e tanto spazio per stare insieme.
La vita cambiò presto quei progetti e la casa attraversò anni difficili, ma non perse mai la sua identità.
Il nome “Villa Porfiri”, con cui ancora oggi è conosciuta a Cori, deriva proprio dal cognome del mio prozio Achille.

La villa sorge su un terreno che appartiene da generazioni alla mia famiglia materna , circondata dagli ulivi che ancora oggi la custodiscono.
Con il tempo quella casa tornò a riempirsi di vita e diventò il luogo dove tutta la nostra famiglia si ritrovava estate dopo estate.

 

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Ogni estate ci ritrovavamo tutti lì: nonni, zie, zii, cugini e, con il passare degli anni, anche i miei figli. Le stanze sembravano non bastare mai, ma un letto si trovava sempre. E un posto a tavola anche.
La cucina era il cuore della casa.
Da mia nonna ho imparato che cucinare non significa soltanto preparare un buon piatto, ma far sentire le persone benvenute.

Quando chiudo gli occhi sento ancora il rumore dei piatti che arrivavano in tavola, il profumo del caffè sempre pronto ,le risate dal  giardino, le finestre aperte d’estate e mia nonna che, senza scomporsi, aggiungeva un posto in più perché qualcuno aveva deciso di fermarsi a pranzo. Per lei un ospite non era mai un problema. Era una gioia.”

 

 

Una nuova vita

Dopo la scomparsa

di mia nonna e della mia prozia, Villa Porfiri rimase chiusa per molti anni. Io e mio fratello decidemmo di ristrutturarla perché non volevamo perdere tutto quello che rappresentava per la nostra famiglia

“La prima volta che sono tornata nella villa dopo tanto tempo mi colpì il silenzio. Era la stessa casa della mia infanzia, ma senza le voci, senza il profumo della cucina e senza quella vita che l’aveva sempre riempita. In quel momento ho capito che meritava di tornare a vivere.”

All’inizio non pensavamo ai corsi di cucina.

L’idea arrivò quasi per caso, durante un pranzo con alcuni amici. Tra loro c’era anche Lucilla Cenciarelli che, guardandosi intorno, mi disse: “Perché non organizzi qui un corso di pasta fresca?

Hai il posto perfetto.”

Da quella semplice frase è iniziato tutto.

Ricordo ancora la sensazione di rivedere la casa tornare lentamente a vivere. Ogni corso, ogni risata e ogni tavola apparecchiata sembravano restituirle un pezzetto della sua anima.

 

Molto più di un corso di cucina

Oggi Villa Porfiri ospita durante tutto l’anno corsi di cucina, pasticceria, panificazione, pizza e cucina etnica con docenti provenienti da tutta Italia.

Ma quello che desideriamo offrire è molto più di una semplice lezione.
Vorremmo che ogni persona che arriva qui si sentisse accolta,
proprio come accadeva nella nostra famiglia.

Per questo scegliamo gruppi contenuti, docenti che amano condividere il proprio sapere e un’atmosfera semplice, dove imparare significa anche stare bene insieme.

Ogni volta che un corso finisce e vedo le persone salutarsi con un sorriso, penso che questa casa abbia ritrovato la sua vera natura.

Continuare ad accogliere.

Forse è proprio questo il significato di Villa Porfiri.

Una casa nata per accogliere.

E che, ancora oggi, continua a farlo.

Pizza - Salvatore Kosta

Sushi-Mitsuko Takei

Pasta Fresca - Lu_Cix

Formaggio - Il Caciocavaliere

Vaso cottura - Rossella Errante

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